La cura come atto sociale

Dal prossimo anno attivato all’I.I.S. Galilei di Jesi il progetto “Camici amici”

Il 20 maggio è stato presentato nell’aula magna dell’I.I.S. Galilei di Jesi il progetto “Camici amici – la cura come atto sociale”, che dal prossimo anno scolastico sarà incluso fra le possibilità offerte agli studenti per l’alternanza scuola – lavoro e l’orientamento. Un progetto che calza a pennello con gli indirizzi dell’istituto, biotecnologico ed economico sociale e che è stato suggerito al Preside Luigi Frati dai rappresentanti di istituto, dopo un’assemblea degli studenti che li aveva messi in contatto con il  Tribunale del Malato di Jesi. Come spiegato dal dott. Pasquale Liguori, responsabile dello stesso Tribunale, il progetto non è una novità, in quanto è già stato attivato dai giovani del servizio civile al pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani. Un successo, visto che le aggressioni al personale sono diminuite fino quasi ad azzerarsi, senza contare i benefici sui pazienti, aiutati nell’esperienza dolorosa della malattia da personale adeguatamente formato dal punto di vista umano, etico e relazionale. Dal prossimo anno anche gli studenti del Galilei potranno mettersi in gioco accorciando le distanze tra pazienti, medici e operatori sanitari in ospedali e luoghi di cura. Prima però è prevista una formazione con appositi laboratori, atti a sviluppare competenze psicologiche e sociali per gestire le emozioni. Se ne occuperà la dott.ssa Nice Bonomi, insegnante di bio creatività, la prima ad introdurre in Italia la Terapia del Sorriso, allieva sia della coppia Dario Fo – Franca Rame, con il teatro emozionale, che del dottor Patch Adams, padre della clown terapia. I ragazzi partiranno dall’“ascolto di sé”, interagendo poi con un numero crescente di persone,  imparando in modo divertente ad usare il proprio corpo per gestire rabbia, insicurezze, paure e fallimenti. Servirà da supporto, durante i laboratori musica di tutti i generi appositamente scelta. «È fondamentale aprire i ragazzi ai rapporti umani. Potranno facilitare i percorsi di ingresso al pronto soccorso e aiutare al Cup.» – ha dichiarato il dottor Giovanni Stoppa, Direttore Generale dell’Ast di Ancona, un’azienda che sviluppa quasi un miliardo di fatturato all’anno. «Negli ospedali si registra una disparità tra risorse e bisogni, si trascura la comunicazione, c’è molta ansia da gestire. Vi è carenza di medici e infermieri, abbiamo bisogno di appassionare i giovani. E la medicina di urgenza è quella che naviga nelle acque più difficili» – ha spiegato il dottor Mario Caroli, primario del pronto soccorso al Carlo Urbani. Insomma, si tratta di una delle svariate opportunità per farsi strada nella vita offerte dal Galilei, recentemente selezionato fra 1800 istituti di tutto il mondo per rappresentare l’Italia a Foenix, in Arizona, nella Regeneron International Science and Engineering Fair, la più grande competizione di ricerca STEM al mondo, riservata agli studenti delle superiori. Proseguendo nella forte proiezione internazionale dell’istituto, il Dirigente Luigi Frati, cui da poco è stato conferito il prestigioso riconoscimento di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, si recherà in Zimbabwe per presentare ai rappresentanti di ventotto paesi africani i progetti di ricerca scientifica per i cui risultati ha ottenuto il plauso del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nel frattempo, il 5 giugno, si svolgerà al Galilei la cerimonia di intitolazione a Carlo Urbani del nuovo laboratorio di Chimica e Microbiologia.

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