Ieri mattina, l’Istituto di istruzione superiore Galilei ha reso omaggio a Carlo Urbani (1956 -2003), medico umanitario che si batté contro le ingiustizie verso i più fragili e contribuì in modo determinante a costo della sua stessa vita a definire un protocollo per arginare la Sars, in occasione della Giornata Europea dei Giusti.
Alla cerimonia di piantumazione di un albero a lui dedicato nel Giardino dei Giusti della scuola hanno preso parte autorità, rappresentanti delle Forze dell’ordine, studenti e docenti, presenti anche la moglie del medico della SarsGiuliana Chiorrini e Roberto Gigli, del direttivo Aicu, Associazione italiana Carlo Urbani.
Con loro gli studenti delle prime classi del biennio hanno dialogato nella prima parte della mattinata dopo aver visitato stand e laboratori organizzati da quattro classi dell’istituto aderenti a un progetto dedicato a Carlo Urbani, in occasione del quale è stata anche approfondita la conoscenza dell’Aicu, dell’associazione Medici senza Frontiere – nel 1999 in qualità di Presidente ritirò a Oslo il Premio Nobel per la Pace – e di Vincenzo Varagona, autore del libro Il medico della Sars. Carlo Urbani raccontato da quanti lo hanno conosciuto.
L’Istituto scolastico jesino non è nuovo a queste iniziative: il Giardino dei Giusti, posto all’interno della scuola, lo scorso anno era stato inaugurato con la piantumazione di un ulivo in memoria di Sergio Romagnoli uomo di grande impegno sociale e ambientale, e ieri si è si arricchito di una peonia regale, donata anche stavolta dal Lions Club di Jesi, presente con una delegazione guidata dal presidente Maurizio Bocchini.
«È stato un momento emozionante – ha dichiarato Luigi Frati, dirigente scolastico del Galilei –. Carlo Urbani è una figura del nostro territorio che forse i ragazzi più giovani non conoscono a fondo. Abbiamo voluto dedicare a lui l’assemblea d’istituto del biennio proprio per farne riscoprire l’eredità umana e scientifica».
Parole di apprezzamento sono giunte anche dall’assessore alla cultura Luca Brecciaroli.
«È bello ricordare figure di uomimi che, come Carlo Urbani, hanno lasciato un segno. La memoria ha valore solo se si traduce in azione».
Ilaria Cascia, assessora alla cultura del Comune di Castelplanio, paese natale del medico della Sars, ha rivolto un messaggio ai giovani.
«Il mio augurio è che ogni giorno scegliate di essere uomini e donne giusti, anche nei gesti più piccoli, seguendo l’esempio di Carlo Urbani».
A concludere l’intensa mattinata, un momento di grande commozione: la consegna del diploma alla memoria di Benedetta Blasi, studentessa dell’Istituto scomparsa prematuramente a causa di una grave malattia. Il diploma, in Biotecnologie Sanitarie, è stato ritirato dalla madre Milena, che ha voluto ringraziare tutti e omaggiare la scuola con un’immagine di Benedetta, sulla quale campeggia il suo motto: «Fate della vostra vita una storia luminosa e straordinaria».
Anche la professoressa Milva Antonelli ha dedicato un pensiero alla giovane studentessa, rendendo il suo ricordo ancora più vivo nel cuore di tutti.
L’evento organizzato dall’Istituto Galilei ha rappresentato non solo un omaggio a Carlo Urbani, ma anche un’importante occasione di riflessione per i giovani sulla memoria e sull’impegno civile. La partecipazione sentita di studenti, docenti e quanti erano presenti ha dimostrato quanto sia fondamentale tramandare il valore degli esempi positivi, affinché ispirino le nuove generazioni a costruire un futuro più giusto e solidale.
Carlo Urbani, così come Benedetta Blasi, resteranno viva testimonianza di come l’impegno, la passione e l’altruismo possano lasciare un segno indelebile.
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